Sorrento, cosa vedere e cosa fare

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Sorrento

La città di Sorrento è il comune capofila di un territorio più vasto, comunemente conosciuto come penisola sorrentina. Ne fanno parte il comune di Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense.

La penisola Sorrentina ha origini risalenti all’epoca neolitica, così come testimoniato da ritrovamenti in una grotta a due passi dal mare, denominata Grotta Nicolucci. Secondo molti studiosi, l’origine etimologica del nome Sorrento si ricondurrebbe al mito di Ulisse e delle sirene, mentre secondo altri la città avrebbe preso il nome dalla sua conformazione geologica, ovvero dalla presenza di numerosissime sorgenti naturali di acqua dolce che dei monti andavano precipitano verso il mare.

Tale conformazione è ammirabile a due passi dalla piazza Tasso, la principale della città: lì è infatti presente una spaccatura della roccia attraversata da un corso d’acqua, proveniente dalle colline. Domina il vallone un maestoso mulino ormai in disuso, molto fotografato dai turisti proprio per l’atmosfera quasi fiabesca che viene a crearsi in quel luogo dove il tempo pare si sia fermato a qualche secolo fa.

Gli scenari e gli scorci della penisola Sorrentina, suggestivi e talvolta selvaggi, infondono nell’osservatore un senso di mistero e di magia. Da tempi immemorabili le bellezze di Sorrento hanno affascinato viaggiatori provenienti da ogni dove: la sua geologia, il suo clima, i monti che precipitano nel mare azzurrissimo hanno ispirato grandi poeti e il pennello di tanti artisti che spesso l’hanno addirittura scelta come meta finale del loro viaggio intorno al mondo.

Le bellezze del posto quasi distolgono la nostra attenzione dalle testimonianze storico-artistiche che qui vi sono: Sorrento è stata colonia prima greca e poi romana, ha subito l’invasione, quindi l’influenza, araba e poi iberica ed è stata attivissima in epoca medioevale. Oggi si presenta come una città ricca di stili diversi accostati casualmente tra loro, ma ciò la rende una cittadina dal forte impatto estetico.
Il decumano greco-romano centrale è l’attuale Corso Italia che spacca in due il paese e che rappresenta un forte richiamo commerciale per i turisti e per gli abitanti del posto.

I decumani inferiori, quelli che si estendono parallelamente al mare, sono rimasti all’incirca come si presentavano originariamente, ovvero come piccole strade che sembrano preservare le tradizioni e la filosofia di questi luoghi.
Sorrento è anche una terra ricca di antiche leggende, di tradizioni e di superstizioni, molte delle quali legate a Sant’Antonino, patrono della città. Un santo al quale sono legati moltissimi racconti dei suoi miracoli e a cui il popolo locale è tutt’ora molto devoto, così come testimoniato dai vivaci festeggiamenti in suo onore, che si tengono ogni anno il 14 febbraio e che attirano turisti provenienti da tutto il mondo.

In questa nostra passeggiata sorrentina avremo modo di venire a diretto contatto con i vari aspetti che rendono questo territorio unico nel suo genere.

Dove si trova Sorrento

La città di Sorrento è adagiata su una terrazza tufacea a picco sul mare, a circa 50 metri dal suo livello, in posizione dominante sul Golfo di Napoli con un suggestivo affaccio sul Vesuvio che, da quella prospettiva, è il vero protagonista paesaggistico, ammirabile dalle numerosissime terrazze sul mare presenti sul territorio e dalle abitazioni e strutture alberghiere più panoramiche.

La città conta poco meno di 16000 abitanti ed è circondata da aranceti, limoneti e oliveti. É raggiungibile via mare da Napoli (circa 30 minuti di navigazione), o attraversando l’autostrada A3 fino allo svincolo di Castellammare di Stabia che condurrà alla strada statale 145; una via fatta costruire dai Borbone e che per un certo tratto è un’affascinante affaccio, dal quale è possibile godere di uno straordinario panorama della costiera sorrentina.
Se si sceglie di raggiungere Sorrento da Napoli coi mezzi pubblici, la scelta è tra gli autobus di linea e la Circumvesuviana.

Cosa vedere a Sorrento

Sono davvero numerose le attrattive della città e molto diversi tra loro sono i possibili itinerari.
Bisogna Innanzitutto sapere che l’originale città antica era circondata da alte mura che restarono a difesa della città durante l’età medievale. Il loro rifacimento iniziò nella seconda metà del Cinquecento e fu terminato dopo l’invasione dei Turchi del 1558. Una porzione delle mura, oggi totalmente restaurate, è accessibile ai turisti che, da quell’altezza, godono di una visuale completa della città.

Sotto il piano stradale e le attuali Mura è inoltre presente la cinta delle mura difensive risalenti all’epoca greca, come testimoniato dai blocchi di pietra dell’arco, sistemate alternativamente di lungo e di testa proprio secondo il sistema Greco.

Una volta attraversate le antiche mura, nel cuore della città antica, si trova l’imponente cattedrale che ha origini risalenti al X secolo ed è posizionata tra i due decumani greco romani. Fu consacrata nel 1113 e dedicata a Vergine Maria Assunta in cielo e gli apostoli Filippo e Giacomo Minore. Fu più volte ampliata, fino all’intera riedificazione in seguito all’invasione dei Turchi nel 1558. Fu poi trasformata in stile barocco, come attualmente si ammira nel 1700.

I luoghi d’interesse di Sorrento

Dell’antica facciata si conserva solo l’ingresso del XIV secolo, adorno di due colonne di marmo rosa, resti di antichi templi pagani. La cattedrale è sede del Vescovo dell’arcidiocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia.
A pochissima distanza è ubicato un edificio di grandissima importanza e che poco viene compreso dai turisti: si tratta del Sedil Dominova, unico superstite di tutta la Campania degli antichi sedili nobiliari.
Fu costruito nel quattordicesimo secolo ed è rimasto sostanzialmente inalterato nella sua struttura originale: due lati aperti all’esterno da grandi arcate a tutto sesto in piperino, capitelli arcaicizzanti e la cupola era rivestita con le tipiche riggiole maiolicate; opera eseguita nel XVIII secolo. Le pareti della sala esterna sono affrescate; probabilmente opera del pittore sorrentino Carlo Amalfi. Lo stemma è una lupa passante, presente su piccoli pilastri lungo la balaustra. Nella cupola sono raffigurate le insegne araldiche delle famiglie nobiliari che facevano parte del sedile.

Proseguendo in direzione del mare c’è il Chiostro di San Francesco, visitabile dopo una piacevole passeggiata attraverso gli stretti vicoli del centro storico, ricchi di negozietti e dove è possibile acquistare souvenir e prodotti tipici locali. Il Chiostro è posizionato tra la chiesa di San Francesco e l’attuale villa comunale. La facciata della chiesa, in marmo bianco, risale agli anni ’30 del Novecento, mentre all’interno della struttura sono custodite numerose e importanti opere del Cinquecento e del Settecento.

Proprio adiacente alla chiesa, c’è il caratteristico chiostro, a pianta rettangolare e delimitato da colonne e archi in tufo che compongono leggere bifore con lunetta. Come è evidente, presenta una stratificazione di stili dovuta ai restauri delle varie epoche, ma dai documenti storici si evince che la sua edificazione risalga al 300, pur avendo subito nel corso dei secoli numerose modifiche. Oggi il Chiostro di San Francesco è il suggestivo scenario di importanti concerti musicali e mostre d’arte.
Se di grande importanza sono sia la Cattedrale sia la chiesa di San Francesco, la chiesa più frequentata dai sorrentini e la più amata è certamente la Basilica di Sant’Antonino. L’epoca della sua erezione non può essere stabilita con precisione, ma si pensa che esistesse già nell’anno 835, quando il principe di Benevento vi mandò la figlia posseduta dal demonio, affinché il santo la liberasse dalla possessione.
Sant’Antonino è considerato, dal popolo di cui è patrono, un santo prodigioso al quale vengono attribuiti moltissimi miracoli, così come testimoniato dai numerosissimi ex-voto presenti proprio all’interno della struttura.

Il più famoso e più rappresentato, è certamente quello della balena che avrebbe inghiottito un fanciullo per poi riportarlo a riva, grazie all’intervento e alle preghiere del Santo. Proprio all’ingresso della chiesa è posizionato un enorme osso di balena, a perenne memoria del miracolo del santo.

Ma Sorrento è anche una città molto mondana. Molti sono I luoghi d’incontro tra gli abitanti del posto, ma quello in assoluto prediletto anche fai turisti è sicuramente Piazza Tasso, dove sono presenti numerosi locali storici frequentati da clientela di ogni età. Nella piazza, a poca distanza tra loro e circondate dai sontuosi palazzi ottocenteschi, ci sono le statue del santo patrono e del poeta e scrittore Torquato Tasso, che qui ebbe i natali.

Tappa obbligata per gli amati della storia e della cultura, è il Museo Correale di Terranova, vero gioiello della città nel quale è possibile ammirare opere di diverso tipo, sia pittoriche sia archeologiche, con particolari sezioni dedicate alla mobilia del XVII secolo e alle antiche porcellane.

Negli ultimi anni va sempre più di moda fare un giro in barca per godere delle bellezze del Golfo di Napoli, sfiorando l’isola di Capri e potendo ammirare anche la Costiera Amalfitana. Questi piccoli tour per mare si sono arricchiti di nuove proposte, tra le quali il “pescaturismo” che offre agli ospiti anche la possibilità di pranzare a bordo con il pesce pescato sul momento.

Mare e spiagge di Sorrento

Nonostante Sorrento sia totalmente affacciata sul mare, la particolare tipologia della costa, alta e frastagliata, la rende poco ricca di spiagge, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Alle numerosissime Ville Marittime, costruite a picco sul mare e oggi trasformate per la maggior parte in strutture alberghiere, corrisponde un accesso privato alle spiagge sottostanti.

Gli stabilimenti balneari sono ubicati prevalentemente in zona Marina Piccola, sottostante Piazza Tasso e la Villa Comunale e poco distante da Porto dal quale è possibile imbarcarsi per Napoli o per le isole di Capri, Ischia e Procida.

Ad attrarre moltissimi turisti c’è poi Marina Grande, un antico borgo di pescatori tutt’oggi ricco di testimonianze del passato. A Marina Grande sono presenti numerosi ristoranti dove è possibile gustare portate a base di pesce e preparate nel rispetto delle tradizionali ricette locali. É importante da sapere che in questi ristoranti, soprattutto in alta stagione, è impossibile trovare posto se non si è stati tanto previdenti da prenotare in netto anticipo.

La mancanza di estese spiagge sul territorio sorrentino, spinge gli abitanti del posto e gli ospiti, a scegliere spiagge limitrofe, sempre in Penisola Sorrentina. Da Vico Equense a Massa Lubrense, numerose sono le baie e gli stabilimenti di sassi o sabbia sulle quali è possibile rilassarsi e abbronzarsi ammirando l’imponenza del vulcano Vesuvio o l’isola di Capri, dirimpettaia della penisola sorrentina.

Degna di nota, in zona Capo di Sorrento, c’è una zona raggiungibile a piedi attraversando un’antica strada romana: si tratta dei Bagni della Regina Giovanna, un luogo incantato e ricco di testimonianze storiche, tappa obbligata per i viaggiatori più intraprendenti. Numerosissime le calette dalle quali è possibile tuffarsi nel mare cristallino, con una visione a 360 gradi sulla costiera e sul Golfo di Napoli.

Cosa fare a Sorrento

Tra le caratteristiche della città c’è sicuramente quella di cambiare abito ad ogni ora del giorno e della notte. Se nelle fasce orarie più calde il suo aspetto è certamente quello di una tipica località balneare, quando l’aria diventa più fresca vale assolutamente la pena passeggiare tra le numerose e caratteristiche stradine del centro storico.

Il Corso Italia, che da Piazza Tasso si snoda verso Piazza Veniero, è una delle zone maggiormente scelte per passeggiate e shopping, magari gustando un gelato o una granita. Recentemente restaurata e divenuta zona a traffico limitato, si trova proprio al centro tra l’antichissima via Pietà (originariamente la strada principale della città) e i famosissimi vicoli conosciuti come “San Cesareo”, entrambi percorribili solo a piedi.

Quando cala la notte, l’offerta si intensifica: i teatri del posto e i locali più ricercati offrono infatti moltissime alternative di divertimento e di relax, partendo da cene romantiche nei tipici agrumeti, passando per appuntamenti di cabaret e spettacoli con protagonista la vivace e caratteristica Tarantella Sorrentina.
Oltre agli immancabili pub e discoteche per il pubblico più dinamico.

Cosa fare con i bambini a Sorrento

Sorrento è decisamente una città a misura di bambino. Se siete in vacanza a Sorrento con i vostri bambini scoprirete che numerose sono le possibilità per rendere anche il loro soggiorno estremamente appagante.
Va innanzitutto considerato che il mare e le spiagge sono sicuramente un luogo particolarmente indicato anche per lo svago dei più piccoli, sia durante le calde giornate estive, sia nelle fresche ore serali, sia per una semplice passeggiata, sia per una suggestiva e rilassante cena.
In città sono poi presenti diversi parchi, anche attrezzati per il divertimento dei bambini, uno dei quali, immerso in un agrumeto, è ubicato alle spalle del Museo Correale di Terranova.
Se durante il vostro soggiorno sceglierete di allontanarvi dal centro urbano e di spingervi in direzione delle colline, scoprirete ambienti perfetti anche per i vostri figli che avranno modo di correre e divertirsi circondati da pinete e dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Cosa mangiare a Sorrento

Come in moltissime località del sud Italia, i piaceri della tavola hanno un valore centrale nella vita di ognuno dei suoi abitanti. Ai turisti viene offerta la possibilità di conoscere i piatti tipici locali attraverso le offerte dei numerosissimi ristoranti e trattorie presenti un po’ ovunque, partendo dai borghi marinari passando per i vicoli del centro storico fino ad arrivare alle trattorie di campagna.

In una bella pubblicazione storica sugli usi e i costumi degli abitanti del posto, gli stessi venivano definiti dall’autore come un popolo di terra e di mare, proprio perché la penisola sorrentina, oltre al noto affaccio sul golfo, si sviluppa notevolmente verso le zone collinari. Ciò ha fatto sì che le tradizioni enogastronomiche locali si sviluppassero basandosi sull’abbondanza delle materie prime derivanti sia dalla pesca che dall’agricoltura e dall’allevamento.

La tradizione enogastronomica del territorio non si discosta molto dalla cultura culinaria partenopea. Tra i primi piatti vanno certamente assaggiati gli gnocchi alla Sorrentina e le penne alla Nerano, più tipicamente legati alla Penisola Sorrentina. Ma gli ospiti potranno davvero farsi consigliare sulla scelta dei piatti dai ristoratori che sapranno prendersi cura di loro nel modo migliore, proprio per la profonda cultura dell’ospitalità radicata in tutti gli operatori del settore ricettivo e ristorativo. Da assaggiare vi consigliamo e melenzane al cioccolato, una ricetta che è un vero e proprio patrimonio per le famiglie della penisola sorrentina.
Consigliatissimi, inoltre, tutti i piatti a base di pesce, sia per l’ottima qualità del pescato freschissimo, sia per l’abilità degli chef (spesso stellati) dei ristoranti della città.

Per un pranzo o una cena meno impegnativa, si può sempre optare per una semplice pizza che, nonostante le differenze rispetto alla tradizionale napoletana, risulta essere particolarmente apprezzata per l’abilità, nei processi di lievitazione, dei pizzaioli e la qualità delle materie prime, tra cui la gustosissima mozzarella fiordilatte.

Come arrivare a Sorrento

Come già detto in precedenza, Sorrento è raggiungibile sia via mare che via terra. Da Napoli nella zona portuale a due passi dal Maschio Angioino, ci si potrà imbarcare su uno dei tanti traghetti che nel corso della giornata trasportano centinaia di turisti e pendolari sia nella terra delle sirene, sia sulle isole di Capri, Ischia e Procida.

Il viaggio dura circa 30 minuti e offre l’occasione di godere appieno delle bellezze paesaggistiche del golfo.
Dalla Stazione Centrale di Napoli è possibile poi raggiungere i Comuni vesuviani e quelli di tutta la Penisola Sorrentina, usufruendo della Circumvesuviana. Il viaggio dura all’incirca 50 minuti e probabilmente non è modalità più agevole per raggiungere la costiera, considerando che i vagoni sono spesso saturi di turisti (provenienti o diretti alla vicina Pompei) e di pendolari. I ritardi sono inoltre molto frequenti e i vagoni non sono tra i più moderni.
Dalla città di Napoli, anche dall’aeroporto di Capodichino, partono anche molti bus diretti in costiera.

Eventi a Sorrento

Grazie ad una politica rivolta alla destagionalizzazione, attiva sul territorio da diversi anni, a Sorrento ci sono eventi tutto l’anno ed è quindi è impossibile trovarsi in zona senza che stia accadendo qualcosa di vivace. Ma vogliamo comunque segnalarvi qualcosa di interessante.
Abbiamo accennato alla Festa del Patrono Sant’Antonino, che ricade il 14 febbraio.

Contestualmente, il Comune di Sorrento organizza spettacoli e concerti in piazza, ospitando anche artisti di fama nazionale e internazionale. Ad attrarre moltissimi turisti sono anche le processioni pasquali, una tradizione antichissima, importata diversi secoli fa dalla Spagna e tutt’oggi vissuta con fervente religiosità dagli abitanti del posto. Anche durante il periodo natalizio Sorrento si veste del suo abito migliore, con luminarie ed eventi che sono spesso protagonisti sulle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Nel corso dell’estate è raro che capiti un giorno senza che in città ci sia qualche appuntamento meritevole di attenzione. Mostre, concerti, passeggiate organizzate, tour specifici alla scoperta degli angoli più incantevoli. E molto altro.

Quando andare a Sorrento

Per godere appieno delle meraviglie di questa terra, il periodo migliore da scegliere è senza dubbio quello compreso tra la tarda primavera e le primissime settimane dell’autunno, ovvero da metà maggio a fine settembre. Nonostante, infatti, la città resti vivace tutto l’anno, le temperature favorevoli del periodo indicato offrono agli ospiti la possibilità di godere appieno delle bellezze del posto e di respirare un’aria profumata di fiori d’arancio, fresie e gelsomini. Può sembrare cosa da poco, ma una delle più frequenti testimonianze di chi ha trascorso le vacanze a Sorrento, è proprio il profumo delle sue strade.

In ogni caso Sorrento merita di essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno, proprio per la sua forte vocazione turistica che la rende attiva ed ospitale sempre, con rarissime chiusure delle strutture alberghiere, spesso necessarie per operazioni di manutenzione e restyling per poter essere sempre all’altezza delle richieste degli ospiti.

Cosa vedere nei dintorni di Sorrento

Di grande interesse sono i comuni limitrofi alla città di Sorrento e che compongono la Penisola Sorrentina. All’estrema punta della Penisola Sorrentina si sviluppa Massa Lubrense e la sua principale frazione, Sant’Agata sui due Golfi: numerosissime in zona le spiagge, considerate le più belle (ma il più delle volte non le più comode) di tutta la costiera. A Massa Lubrense il panorama cambia: non è più il Vesuvio il protagonista, ma l’isola di Capri che, da alcuni punti, sembra vicinissima, tant’è che è possibile distinguere facilmente i famosi faraglioni.

In quelle zone in cui il verde resta ancora il protagonista si produce inoltre un ottimo olio dalle straordinarie caratteristiche e tutelato da un consorzio. Il Comune di Sorrento, proprio per il valore di questo prodotto, ha dato vita molti anni fa ad un premio, denominato “Premio Sirena d’Oro”.

Accanto a Sorrento c’è poi il Comune di Sant’Agnello, una borghese cittadina ricca di punti d’interesse e altrettanto turistica quanto la sua più nota vicina. Così come Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense, tutte cittadine affacciate sul mare e dalla storia antica, dove in ogni periodo dell’anno vengono proposte alla popolazione ai turisti attività ed eventi di qualità.

Va poi tenuto conto che da Sorrento è facilmente raggiungibile Positano, percorrendo la Strada Statale 163, considerata una delle più belle al mondo e protagonista in molti spot pubblicitari, specie di automobili. Proseguendo oltre Positano, passando per i tanti Comuni costieri, si può infine giungere ad Amalfi. Entrambe le mete sono raggiungibili anche via mare.

Chi sceglie Sorrento per le sue vacanze ne approfitta per far visita alla vicina Pompei Scavi, per scoprire o riscoprire questa città romana congelata nel tempo dall’impietosa eruzione del vulcano Vesuvio, che sovrasta il sito archeologico.
Immancabile è inoltre una visita a Napoli, città ricca di testimonianze storico-artistico di inestimabile valore, tanto da essere considerata nel mondo un vero e proprio museo a cielo aperto.

Dove dormire a Sorrento

La cultura dell’ospitalità è radicata in questo popolo. Sorrento diventa una delle mete del Grand Tour, dalla fine del 1700, ospitando artisti, scrittori e poeti, intellettuali e aristocratici provenienti da tutto il mondo. Nel corso dei secoli sono sorti prestigiosi alberghi: i più antichi e famosi vantano le cinque stelle e sono posizionati su panoramici scorci a picco sul mare.

Numerosissime oggi le strutture alberghiere su tutto il territorio peninsulare, molte delle quali posizionate a picco sul mare, con acceso diretto alle spiagge, altre posizionate in pieno centro cittadino o nelle zone collinari, dalle quali è possibile godere di uno straordinario paesaggio, immersi tra oliveti e agrumeti.
Negli ultimi decenni, inoltre, con l’avvento di modalità di ospitalità alternative, quali affittacamere e Bad & Breakfast, moltissimi abitanti del posto hanno messo a reddito le seconde case, traendone enormi benefici. Questa è una soluzione probabilmente più accessibile alla maggioranza dei viaggiatori, rispetto ai famosi e costosissimi hotel. I prezzi sono davvero dei più vari e vengono determinati dall’ubicazione della struttura e dalle sue caratteristiche.

In ogni caso il prezzo difficilmente, anche in bassa stagione, scende al di sotto dei 40 euro a notte fino a soluzioni indipendenti di pregio che possono avere anche un costo di molto superiore ai 1000 euro a notte.

Cosa non fare a Sorrento

Nonostante il mare sia la maggiore attrattiva per chi visita questa terra, certamente non bisogna essere superficiali nella scelta della spiaggia in cui recarsi. Come già detto prima, infatti, Sorrento è a circa 50 metri dal livello del mare e ciò ne determina notevolmente la conformazione delle spiagge. Quelle sabbiose sono certamente le più indicate se con noi ci sono bambini o se non siamo abbastanza agili da arrampicarci sulla costa rocciosa. In sintesi, non si può andare a Sorrento dando per scontato che le spiagge siano enormi distese di sabbia finissima, perché non è assolutamente così.

Un altro consiglio che va assolutamente dato è di evitare di recarsi a Sorrento in auto. La città e i Comuni limitrofi non hanno nulla da invidiare alle grandi città italiane, fatta eccezione per le ampiezze delle strade. Lo stesso Corso Italia, arteria principale che li collega tra loro, è frequentemente congestionato dal traffico, specie nei periodi in cui c’è più presenza turistica. Quindi rischiereste, dopo essere affannosamente arrivati in città con la vostra auto, di depositarla in un parcheggio, scegliendo di non utilizzarla per tutto il tempo della vostra permanenza, ritrovandovi poi a pagare conti salatissimi per il parcheggio.

Infine, va detto che, nel caso in cui scegliate di servirvi della Circumvesuviana per raggiungere Napoli o la vicina Pompei, bisogna stare sempre attenti agli orari. L’azienda di trasporti infatti non offre corse notturne ed è necessario rientrare a Sorrento entro le 21:00, se non si vuole correre il rischio di dover utilizzare un costosissimo taxi per fare rientro al vostro albergo.

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